martedì, 30 ottobre 2007 | in : meditazioni, schegge di me, il senso delle cose, seconda serie

Devono avermi chiusa nella busta trasparente di Laura Palmer e poi buttata da qualche parte, nel pensatoio degli autori. La mia fiction metropolitana ha messo in pausa il mio personaggio che, così, si è dileguato nel basso Polesine a sollazzarsi. E a gustare, in pieno sollucchero, fette (di due kg l’una) di salame di casa...

Tutto fino a ieri, quando sono stata chiamata all’ovile dal ringhio minaccioso dello sceneggiatore. Che, scopro ora, non mi aveva infilata in una guaina da CSI, ma in un sacco sotto vuoto. Ecco cos’era il brusco risveglio di oggi: il tubo dell’aspiratore PUNTO SHOP.

ijado @ ottobre 30, 2007 20:42 | commenti (popup) | commenti
domenica, 23 settembre 2007 | in : schegge di me, il senso delle cose, viro, seconda serie

Alzi la mano chi non si è mai trovato davanti alla felice situazione di un amore (per anni) mal celato dietro il paravento dell’amicizia. Sbatto gli occhioni e faccio “labbrino pensoso” (tipica espressione contratta di quando mescolo imbarazzo a voglia di fuga...). Poi, con una scusa, cambio argomento, sorrido di plastica e lascio le cose a sedimentare. Ma la via di fuga non sempre c’è. E stavolta Viro non mi lascia spazio... Allora mi riempio i polmoni di parole ferme e sparo fuori. Sono innamorata. NON DI TE. Ora il dubbio: ho perso un amico o non l’ho mai avuto veramente? Speriamo la terza ipotesi.

ijado @ settembre 23, 2007 15:08 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, 06 settembre 2007 | in : fashion, schegge di me, il senso delle cose, seconda serie

Io AMO i primi passi cittadini in abbronzatura e vestiti marittimi. Amo l’andatura da Gina innamorata e gli uccellini che mi fanno ciao anche a Milano. Amo andare in giro in bianco svolazzante. Ma detesto una cosa. Inciampare in un gruppo di omoni sbavanti e ricordarmi la prima legge del rientro in città: convertire quanto prima il guardaroba da "località lasciva e marittima" nel guardaroba da "località austera e asfaltosa". Fatico ad accettare l’idea, ma, alla fine, obbedisco a testa bassa. Impacchetto alla velocità della luce gonnelline e top svolazzanti, bacio uno ad uno i costumini da flirt-da-sdraio e faccio ciao-ciao a quei vestitini salva linea che mascherano alla perfezione ogni pallina di gelato ingurgitata sul lungomare (e stanziatasi, bastarda, sul lungo/giro/attorno coscia). Tutto tranne una cosa: lasciatemi le infradito. Quelle, signori, le porto con me fino a dicembre. Come?! Potere delle calze con le dita...Trash Power.

ijado @ settembre 06, 2007 19:20 | commenti (2)(popup) | commenti (2)

Sole alto e polvere bianca sotto i piedi. Tra poche ore sarà così. Litigo ancora con qualche costumino dell’anno scorso (la prova bikini sarà drammatica) e batto il record di addominali stile Men Health: 300 di fila. Se non altro, le tartarughe mi passeggeranno sulla pancia... Ho qualche problema solo ad accettare che, nella terra dei baci al cioccolato (Alassio), i miei fitness propositi andranno a schiantarsi sotto la sdraio del bagnino. “Che-speriamo-sempre-sia-figo” dalla tenera età dei 7 anni. Il costume intero alla Baywatch, quest’anno, resta nell’armadio. Non sono più credibile come Pamela Anderson dei poracci ora che non ho più i capelli “voglia di Platino”, ma castani effettivi. E poi dal chirurgo chi ci è passato! Nonostante i propositi di Miss Dior (nuovo personaggio da blog di cui vi parlerò oltre), ancora siamo silicon-esenti.

In attesa che scatti l’ora della partenza, tre propositi:

1)    Dimenticare DEFINITIVAMENTE quel gran stronzo di MarioBros. E augurargli che gli caschi un aereo canadese in testa. Toronto-ntòò. Torontoronto-ntero-torò...

2)    Smessaggiare tutta la settimana da sotto l’ombrellone con Mà&Stè, i miei due migliori amici in attesa di connubio. Finchè credito non ci separi.

3)    Ricordarmi una gran cosa: I OMEN IN CUM I CAN. MORDEN NO INCO, MORDEN DUMAN.

ijado @ luglio 07, 2007 10:42 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
domenica, 24 giugno 2007 | in : schegge di me, il senso delle cose

Il giorno -6 è un ragnetto millimetrico che fa free climbing sul mio braccio. Ci gioco un po' con un dito e lo faccio arrotolare sull'indice. A quel punto lui si ferma, in una sinistra premonizione. Tranquillo, 'gnetto. Non ti uccido. Non dopo aver giocato insieme, da buoni amici. Ti sistemo giusto qua, sul davanzale dove si vedono i tetti di mezza Milano. Lui sta lì un po', poi una folata di vento si porta via lui e la sua bavetta appiccicosa. E mentre io gli faccio ciao-ciao con la manina, penso che ci vuole culo anche a nascere insetti. Ed essere ragno-porta-guadagno anzichè scarafaggio-qui-ti-schiaccio. Me ne devo ricordare, la prossima volta che mi reincarno...

ijado @ giugno 24, 2007 13:11 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 21 giugno 2007 | in : rinascita, il senso delle cose

Il giorno -8 è estate. Un’estate che mangia asfalto e scioglie tacchi alla fermata dell’autobus. Un’estate che si muove sulle lingue dei divoratori seriali di ghiaccioli e gelati. E che fa lo sgambetto a me, come ha sempre fatto. Mi sventolo con una cartolina non spedita, affido i miei sogni a quelli del mio cane che sonnecchia sul pavimento freddo e faccio spallucce ogni 5 minuti. Il piedino ancora non ne vuole sapere e mi inchioda a ghiaccio e divano. Chissenefrega. MarioBros è in partenza per Toronto il 3 di luglio. Chissenefrega. Sono persa in un lavoro sul whisky da intenditori e io detesto il malto. Chissenefrega. Ho di nuovo la frangia lunga. Chissenefrega. E allora COSA mi frega veramente, oggi? Seguo col dito una coccinella sulla finestra. Col suo corpicino schizzato di puntini casuali e le alette sul punto di aprirsi. Ecco cosa mi frega: il volo. E la casualità.

Il giorno -8 allora avrà questo senso per il futuro: “Niente più progetti, signori”. Da adesso si vola.

ijado @ giugno 21, 2007 13:48 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 05 giugno 2007 | in : meditazioni, il senso delle cose

Ci sono rumori che hanno necessariamente un colore. Lo vedi nel momento stesso in cui, come tanti piccoli spilli, ti bucano l’attenzione. Così un piatto che si rompe non può essere che grigio tubo. Il fruscio della coperta sul letto, bianco latte. Lo schiocco d’aria di una bottiglia di plastica, blu led. E la schiuma della vasca da bagno? Trasparente come il vuoto. Perché la realtà è che ogni rumore contiene esattamente l’idea del colore che manifesterebbe, se solo potesse...

ijado @ giugno 05, 2007 21:48 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
FAQ

Ma se uno ti parla sempre delle sue ex (e della spesa al GS) è necessariamente un brutto segno?!

Ehmn... Ehmn... Ehmn...

ijado @ giugno 04, 2007 20:41 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
domenica, 03 giugno 2007 | in : rinascita, schegge di me, il senso delle cose, spremute damore

Inciampo, al buio, nell’intreccio di vestiti sul pavimento. E a tastoni raggiungo il bagno dove una spugna bagnata abbandonata sul pavimento mi ricorda del bagnetto notturno di ieri notte. Due attentati alla mia vita potrebbero già bastare, di domenica mattina. Ma il terzo non tarda ad arrivare: l’ombrello del post concerto mi tende una trappola scivolosa. E ci cado. Pausiniana vendetta... Per tutte le volte che ho parlato male di lei: sdolcinata, melensa e pastosa. Ebbene, ritiro. SanSiro ieri sera era un piccolo miracolo sotto vetro. Che ai primi accordi di “Io Canto” è imploso in flash e brividi bagnati. Con tanto di neve shakerata sul finale. Potere della musica. Qualunque essa sia...

ijado @ giugno 03, 2007 19:13 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 18 maggio 2007 | in : vaffa, nathan, schegge di me, il senso delle cose
Il punto è che, si vede, non faccio proprio paura a nessuno. Neanche a dei minuscoli esserini pelosetti. Ci ho messo del mio, giuro...mi sono armata di uno spray-ammazza-tutti e ho colpito con il piglio da killer seriale. Ma NIENTE. Quei COSI ballonzolano indisturbati sui miei adorati oleandri e hanno appena colonizzato anche quel sornione storto del pesco. Non solo i miei attacchi militari non hanno fatto un baffo a quei robi...ma sono praticamente certa che qualcuno di loro mi avrà pure alzato il dito medio in segno di stima (al momento GIUREREI di averli visti balzellare sotto il sole in gran compagnia...si sono duplicati, i bastardi!!! Manca solo che stanotte facciano un rave...). A questo punto, GUERRA. Non so ancora con che armi chimiche o batteriologiche, ma sto per riarmarmi.
ijado @ maggio 18, 2007 10:09 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
domenica, 13 maggio 2007 | in : fashion, oddio, nathan, schegge di me, il senso delle cose, david gnomo

Lo zombismo è il sinonimo della domenica mattina. Non di tutte. Solo di questa. Mi sveglio con le gambe attorcigliate nel lenzuolo in un soft bondage non richiesto. Nelle orecchie il silenzio ovattato del materasso viene rotto dal tonfo sordo della vecchia orchessa che abita al piano di sotto. Caduta chissà da dove. Recupero energia dalle altrui sfighe e addento senza sensi di colpa un soffice cornetto ripieno di calorie e conservanti. MEMENTO GAUDERE SEMPER. Al diavolo i 5cereali e il the da ospedale...

Eppur qualcosa non torna.

Cerco ispirazione nel reparto “cremine per pelli da dea” e mi aggiro per casa cosparsa dell’idratante più euforizzante della terra per ogni gentil-sculettante-signorina... NIENTE. L’umore non si accende.

Il piano B a questo punto prevede un bicchierino di Ortrugo, ma decido che le 10 del mattino non sono ancora alcolicamente corrette per avvilupparsi nelle gioie di Bacco. Ripiego su un succo di pesca immaginario, perché qualcuno deve aver rubato nel mio frigo anche il nettare dei mezzi-dei. Così mi prometto che andrò presto ad informarmi sulla miglior scuola di sommelier della città. “Scienza del cicchettino”. Mi piace già. Mentalmente, almeno. Fisicamente sono sul trampolino di lancio tuffi del divano. Letto-divano a un’ora scarsa dal risveglio. GRAVE.

A questo punto, tento il piano C: intimo da gara. Quando non sei al top dell’energia, pizzi e merletti sono l’antidoto migliore. Le mie ruggini da “lavoratrice della moda” si sentono subito e, nel cassetto da battaglia, la scelta cade su un Chantelle retro chic color rosa antico. DIVINO. A quel punto mi sento già un po’ meglio!!! Diavolo della moda! Ecco il suo miracolo! A quel punto, un BIPBIP euforico mi distoglie dalla contemplazione della mia fiocchettosa-energia-ritrovata. SMS. Per un istante spero sia di Nathan... La domenica mi si è improvvisamente ribaltata e da apatica è diventata frizzantina e mossa come l’Ortrugo mancato. In fibrillazione schiaccio su LEGGI. Ed eccola lì, la realtà: DAVID GNOMO. Altro che Nathan. “Sei in casa? Passo a trovarti oggi?”.

 

Eccola, la morale del giorno. Mutandoni della nonna. SEMPRE.

E quando la domenica inizia in sordina, stare a letto. Staccando tutti i telefoni...

ijado @ maggio 13, 2007 12:40 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
sabato, 05 maggio 2007 | in : nathan, schegge di me, il senso delle cose

Puff. Andato. Adios. Sogno di mezza primavera acquosa svanito in un istante. E dire che ti avevo aspettato un inverno intero. Con il piedino all’aria, per di più. Invece tu, doppio ponte frizzantino, te ne sei già andato riportandomi tra asfalto, solitudine cittadina e workaholic people.

La gente coi pomelli rossi e “imbriaga de vita” è già lontana, in quel borgo di campagna alle foci del Po che ancora mi richiama sottovoce con un mantra ipnotico. E poi c’è lui, Nathan. Nuovo personaggio di questo blog. Che entra nella mia vita - e nella mia testa - a passi felpati. Pur essendoci stato da sempre...

ijado @ maggio 05, 2007 11:02 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
martedì, 24 aprile 2007 | in : letture, il senso delle cose
"Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
Credo nelle mie ossessioni, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.Credo nei prossimi cinque minuti. Credo nella storia dei miei piedi. Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione".
ijado @ aprile 24, 2007 09:41 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 25 marzo 2007 | in : divinità, schegge di me, il senso delle cose

Il parrucchiere è un animale sacro. Come le vacche dell’India.

Va venerato e osannato al di sopra di ogni creatura divina, ragion per cui versargli cospicue fette di stipendio non equivale ad un vile pagamento, ma ad una donazione per innalzare il nostro spirito ( e le radici dei capelli) ai suoi sommi insegnamenti. Lo vado a trovare sabato - giorno segnato sul calendario non in rosso, ma in castano con le meches -  e mi prostro immediatamente ai suoi piedi per il basso tradimento di dicembre. (Colpa ampiamente espiata con la pubblica esposizione di una chioma color nutria per mesi TRE). Lui la prende alla leggera e sorride di tre quarti, perfettamente consapevole del fatto che tradire il parrucchiere non è un cornino come gli altri e se c’è qualcuno a farne le spese è sempre il trico-fedifrago.

E qui si apre il teatrino dei danni.

Lui che esamina le chiome come un parquettista il lavoro fatto da un altro. Le soppesa come il pescivendolo farebbe con un branzino di dubbia provenienza. E analizza le punte controluce per poi constatare lo svuotamento della fibra, decretando -solenne- la necessità di un’operazione tagliurgica a ciocca aperta. Ma lì succede il miracolo. Dopo 20 minuti di testa al cartoccio (e mia pronuncia di formule esoteriche per allontanare i demoni dell’alopecia da combustione) Lui si mette a tagliuzzare in preda all’illuminazione somma del divino Luciano Colombo. Ed ecco la grazia. La pantegana del naviglio Martesana lascia il posto ad una choco-girl con riflessi dorati e frangetta d’ordinanza. Che, una volta uscita dal salone,  fa l’unico sforzo ginnico concesso (se non dovuto) del post parrucco: lo sculettamento.

E fatto con le stampelle, credeteci, è quasi ARTE.

ijado @ marzo 25, 2007 21:09 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
sabato, 24 marzo 2007 | in : musica, il senso delle cose

Un brivido che percorre il prato. E la luna che si allunga per guardarlo scivolare. Inafferrabile, però, come un filo di perle che si rompe, il brivido rotola più in là, sotto la terra, sotto l’acqua. A solleticare superfici che noi non possiamo toccare. La musica di Giovanni Allevi è come quel brivido. E lo contiene. La perfezione, per questo, oggi ha un nome. Il suo.

ijado @ marzo 24, 2007 19:40 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 13 febbraio 2007 | in : il senso delle cose, viro, mr c, david gnomo

Il senso di Viro è la goliardia. Fusa con una dolcezza infinita e col suo essere premuroso come pochi. E’ il guizzo degli occhi che si spegne solo quando la luna ha il torcicollo...

Il senso di David Gnomo è l’osservazione silenziosa. E’ il suo dire poco e ascoltare tanto. E’ il misurare ogni singolo passo. Non per evitare di farne troppi, ma per essere sicuro di quelli che fa.

Il senso di Mr C è il caos creativo. E’ l’intelligenza sopraffina di non perdersi mai. E la capacità di ancorarsi a punti fermi inamovibili.

Il senso di Picchio è la provocazione. E’ l’essere sopra le righe sempre e per forza. E’ il suo essere affilato e compiaciuto.

 

E il vostro senso...qual è?

ijado @ febbraio 13, 2007 13:31 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
venerdì, 02 febbraio 2007 | in : il senso delle cose

 ...che dire...uno che ti regala una canzone così ha capito tutto di te. Grazie, Viro...

ijado @ febbraio 02, 2007 20:51 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 25 gennaio 2007 | in : schegge di me, il senso delle cose, mr c

“C&C andassero a fanculo”.

Santo Fieramosca (pensieridiunsognatore.splinder.com). SANTO SUBITO...nella sua ingenuità. In realtà il passaggio dalla teoria alla pratica è quanto mai impo se si tratta di Mr C. Signori, Mr C is back. Dopo 17 giorni di silenzio forzato (stop delle mie forniture di parole sia informatiche sia telefoniche sia via sms, ndr), eccolo che torna con un messaggino dolce e preoccupato. In realtà aveva lanciato un altro piccolo dardo settimana scorsa perché, in effetti, le mie sparizioni sono cosa più unica che rara: in 9 anni non era mai successo...

Così eccolo qua. Il telefonino bippa di un sms nuovo e scintillante che porta il nome di Mr C. E mentre la piccola crepa del cuore prova a riaprirsi, io fisso il display con un’altalena di emozioni che vanno dal desiderio di fracassarlo contro il muro, alla voglia di lanciarlo nel vuoto fino all’istinto ancora più macabro di una sapida immersione nella coca cola!!!! Mi sveglio dal sogno da killer seriale solo quando Dio Dollaro mi picchia in testa, ricordandomi la cifra astronomica spesa per  il fashion celluraccessorio. Ed è proprio lì che il mio pollice se ne approfitta, corre emozionato in direzione "MrC" e, sfuggendo al controllo, preme “LEGGI”.

                                               BUIO

Tremila-e-due formichine mi scavalcano e risalgono la schiena. Per un attimo, infinite stelline si accendono e illuminano un ricordo fatto di lenzuola, sonno, una scarica di mille bacetti leggeri, zanzare, fiorellini di campo. Un risveglio unico fatto di nulla, ma che vale 5 anni di una storia. E che scalcia per tornare a galla...con uno stupido sms!!! Sms che, però, di emozionante e dolce non ha nulla... E’ un sms interrogativo, dubbioso, preoccupato. Che contiene anche amarezza per un distacco non capito, per nulla condiviso.

Rispondo solo per evitare altri messaggi di questo tipo. Rispondo secca, ferita, ma anche ferma e senza più aspettative ingannevoli. Dico tutto, dico conciso, dico fermo ma non criptico, come lui. Dico chiaro. Non c’è più motivo per restare appesi a qualcosa che non tornerà più. Anche se la vorrei. Eccome se la vorrei...

E qui, l’abile mente di Mr C scavalca l’ostacolo, si allunga e sferra il colpo: “non ha senso che tu te ne vada ora. Noi abbiamo un LEGAME. Un triplo legame”.

                                               PAUSA

Qualcuno adesso mi spieghi. Prima c’era l’AMORE e c’era l’AFFETTO. Erano concetti semplici e riconoscibili. Un po’ come il dolce e il salato. Il bianco e il nero. La porchetta e un cibo dietetico. Adesso ci sono i LEGAMI...inafferrabili, senza spazio né tempo, immobili quanto fluttuanti. Possibilmente riempiti di tante aspettative e proiettati fintamente verso l’amore. Ma più verosimilmente indirizzati solo verso il tiepidissimo (ma pur sempre consolatorio) affetto.

Nossignori...non ci sto. Sbotto e corruccio la fronte. Replico e chiudo. Poi appoggio le manine a forma di stella marina sulle guance e guardo fuori. Stessa aria di ieri, vero. Ma con tante speranze in più. Il difficile è solo crederci.

ijado @ gennaio 25, 2007 12:04 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
lunedì, 22 gennaio 2007 | in : il senso delle cose

DAVIDINO!

...e nell'aria frizzantina, è arrivato lui: DAVIDE!!!!
ijado @ gennaio 22, 2007 20:56 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
lunedì, 22 gennaio 2007 | in : il senso delle cose, viro

Giorni strani, questi. Di quelli che non si fanno impastare facilmente. Gli ingredienti sfuggono e, anziché amalgamarsi, per qualche strana reazione chimica si respingono. Tutt’intorno, un via vai di persone sfrangiate che stonano. Pessimo fraseggio, direi... E nel passarle in rassegna una ad una, mi lascio andare al solito sbadiglio di noia e prevedibilità. Tranne in un caso: Viro.

 

Viro è un bambino non ancora invecchiato, ma abbastanza maturo per strappare sorrisi per la sua ingenuità dolce. Che stride ancora di più appena si scopre che fa il calciatore. Ragazzone di paese, Viro. Che passa dall’ingresso del bar alla saletta dei videopoker con l’aria frizzantina da vinello leggero e coi modi dolci da signore d’altri tempi. Qualche occhiatina languida si smuove, ma lui quasi non la vede e, nel buttar giù il suo cocktail, fa brillare i suoi occhietti vispi lungo tutta la sala.

La prima volta che l’ho visto è stato quattro anni fa. Capelli rasatissimi, t-shirt sgargiante e aria divertita (Divertente no...troppo imbambolato lì per lì per una mitragliata di ironia!!!). Tempo qualche giorno per capire che quel bambinone buono avrebbe fatto parte della mia vita.

 

Eccolo l’ingrediente giusto della giornata. La grattugiata di cioccolato che salva la torta. Stamattina il messaggino del buongiorno di Viro mi strappa il primo sorriso e ha il sapore dell’incoraggiamento degno di un coach! Il piede ancora va male...non si cammina...ma c’è Viro a fischiare l’inizio. E va già meglio!!!

ijado @ gennaio 22, 2007 20:44 | commenti (4)(popup) | commenti (4)