Devono avermi chiusa nella busta trasparente di Laura Palmer e poi buttata da qualche parte, nel pensatoio degli autori. La mia fiction metropolitana ha messo in pausa il mio personaggio che, così, si è dileguato nel basso Polesine a sollazzarsi. E a gustare, in pieno sollucchero, fette (di due kg l’una) di salame di casa...
Tutto fino a ieri, quando sono stata chiamata all’ovile dal ringhio minaccioso dello sceneggiatore. Che, scopro ora, non mi aveva infilata in una guaina da CSI, ma in un sacco sotto vuoto. Ecco cos’era il brusco risveglio di oggi: il tubo dell’aspiratore PUNTO SHOP.






