domenica, 23 settembre 2007 | in : schegge di me, il senso delle cose, viro, seconda serie

Alzi la mano chi non si è mai trovato davanti alla felice situazione di un amore (per anni) mal celato dietro il paravento dell’amicizia. Sbatto gli occhioni e faccio “labbrino pensoso” (tipica espressione contratta di quando mescolo imbarazzo a voglia di fuga...). Poi, con una scusa, cambio argomento, sorrido di plastica e lascio le cose a sedimentare. Ma la via di fuga non sempre c’è. E stavolta Viro non mi lascia spazio... Allora mi riempio i polmoni di parole ferme e sparo fuori. Sono innamorata. NON DI TE. Ora il dubbio: ho perso un amico o non l’ho mai avuto veramente? Speriamo la terza ipotesi.

ijado @ settembre 23, 2007 15:08 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
domenica, 23 settembre 2007 | in : rinascita, nathan, schegge di me, seconda serie, i propositi dellanno

Zoppico e saltabecco, ma sono in movimento. Macino aerobica mentale e asciugo gocce di pensieri. Nuovi progetti all’orizzonte, mentre, valigia alla mano, corro su e giù per l’Italia. Per incontrare Nathan, ovvio, ma anche per dar forma al mio “colossal”. Argomento? Satanismo. Piccole criminologhe crescono?! Si spera!

ijado @ settembre 23, 2007 14:57 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 13 settembre 2007 | in : vaffa, nathan, reparto ortopedia

C’è un non-so-che di perverso negli ospedali ortopedici. Specie in quelli apparentemente friendly, come il Galeazzi di Milano. Questa mattina mi accoglie con un’illusione: la facciata tutta ROSA e grigia. Varco la soglia e sono travolta da infermieri che passano a sciami, tutti impettiti e sorridenti. Manca poco che si inchinino, penso. Ma la realtà non è tanto diversa dall’immaginazione ed ecco il formicaio dei tirocinanti, impegnati in una transumanza compulsiva tra una stanza e l’altra del reparto. Chiedi loro un’informazione e ti fan quasi la riverenza. Salvo poi riprendere le loro opere di pastorizia migrante in camice. Così me ne sto appollaiata su una poltroncina a godermi lo spettacolo da Mulino-Bianco-Hospital, in attesa della chiamata dell’Ortopedico. Sesamoidi, sì signori. Siam sempre lì. Migliorano un po’, peggiorano di nuovo. Altalenanti come l’umore dei depressi cronici. Faccio spallucce davanti a un povero plurifratturato (due braccia e una gamba...) che mi strizza l’occhiolino dalla sedia a rotelle (ocio che ti fratturi anche il nervo ottico!!! Ghghghgh) e attendo la chiamata di Orto-Ken. Ed eccolo lì: un metroeottanta di divinità. Con tanto di sigla da soap opera in sottofondo (o forse quella l’ho sentita solo io?!). Mi fa accomodare nello studio e ascolta la mia storia piedinica con gli occhi più compassionevoli della storia. Sbatte le ciglione scure come solo al corso di Forrester-ologia sanno fare e mi coccola il piedino malato come Ridge accarezzava Brooke al parto numero ventiequalcosa. Ma poi le luci si abbassano. Vento gelido e porte che sbattono. L’ospedale diventa grigio. Gli infermieri non sorridono più. E lui, Dott. House Casanova, monta i canini da Dracula e spara: PIEDI DA OPERARE. Non uno. Tutti e due. Anche quello sano. Ma che, scherziamo?!!!! Raccatto alla velocità della luce lastre e pensieri finto-adulterini da sit-com. Mangio grandi fette di asfalto sotto i piedi e scappo alla macchina. E nel mandare un sms traboccante d’amore e coriandoli a Nathan, snocciolo il mio pensiero: i serial killer ti sorridono tutti. Anche i vampiri (fighi) in camice...

(E comunque, caro Dottore, io dico che ti sei laureato alla Cepu...)

ijado @ settembre 13, 2007 16:57 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 06 settembre 2007 | in : schegge di me, seconda serie

L’andare controtendenza significa passare per matti. L’originalità è un’altra cosa... Lo vedo dagli occhi interrogativi del commesso a cui chiedo, puntualmente, ogni estate l’anteprima dei cappotti e ogni inverno una preview dei costumi. E in periodo di rientro dalle vacanze cosa faccio? Compro macchine fotografiche e prodotti dietetici. Se non fosse che, per me, gli alberi di Natale andrebbero smontati a Pasqua e si dovrebbe lavorare di notte perché c’è più silenzio e concentrazione, direi che il resto è quasi tutto normale. QUASI, per l’appunto. Perché c’è un punto di non ritorno: quando ti trilla il telefono e tu rispondi con il telecomando. Il tutto davanti agli occhi della più milanesizzata account, nella più milanesicious agenzia di pubblicità... E’ il caso che mi risintonizzi al più presto. E che cambi lavoro (Da copywriter a coltivatrice di orticello sulla Romea?!).

ijado @ settembre 06, 2007 19:53 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 06 settembre 2007 | in : fashion, schegge di me, il senso delle cose, seconda serie

Io AMO i primi passi cittadini in abbronzatura e vestiti marittimi. Amo l’andatura da Gina innamorata e gli uccellini che mi fanno ciao anche a Milano. Amo andare in giro in bianco svolazzante. Ma detesto una cosa. Inciampare in un gruppo di omoni sbavanti e ricordarmi la prima legge del rientro in città: convertire quanto prima il guardaroba da "località lasciva e marittima" nel guardaroba da "località austera e asfaltosa". Fatico ad accettare l’idea, ma, alla fine, obbedisco a testa bassa. Impacchetto alla velocità della luce gonnelline e top svolazzanti, bacio uno ad uno i costumini da flirt-da-sdraio e faccio ciao-ciao a quei vestitini salva linea che mascherano alla perfezione ogni pallina di gelato ingurgitata sul lungomare (e stanziatasi, bastarda, sul lungo/giro/attorno coscia). Tutto tranne una cosa: lasciatemi le infradito. Quelle, signori, le porto con me fino a dicembre. Come?! Potere delle calze con le dita...Trash Power.

ijado @ settembre 06, 2007 19:20 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 05 settembre 2007 | in : vaffa, mr c, pre-incazzamento
Meglio una testa nuda che griffata di stronzate. Ci arrivo oggi, nella ripartenza lavorativa. Beata la generosità non acculturata dei contadini. E lo scontro con l'ostentata (mal)intelligentia cittadina non può che essere aspro più che mai. Fuoco, gente...
ijado @ settembre 05, 2007 20:01 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 05 settembre 2007 | in : nathan, schegge di me

Sottopelle. Infracuore. Intrarespiro. Endoanima.

Fuori il resto del mondo.

Silenzio, adesso.

Cadono solo le stelle.

ijado @ settembre 05, 2007 19:48 | commenti (popup) | commenti