"Tu pensa a venire qui che poi in spiaggia di porto come Cleopatra sul trono da Corteo! Tu non pesi poi tanto, io sono ben allenato e quindi...la Faraona è servita!"
...Viro power....
Il giorno -6 è un ragnetto millimetrico che fa free climbing sul mio braccio. Ci gioco un po' con un dito e lo faccio arrotolare sull'indice. A quel punto lui si ferma, in una sinistra premonizione. Tranquillo, 'gnetto. Non ti uccido. Non dopo aver giocato insieme, da buoni amici. Ti sistemo giusto qua, sul davanzale dove si vedono i tetti di mezza Milano. Lui sta lì un po', poi una folata di vento si porta via lui e la sua bavetta appiccicosa. E mentre io gli faccio ciao-ciao con la manina, penso che ci vuole culo anche a nascere insetti. Ed essere ragno-porta-guadagno anzichè scarafaggio-qui-ti-schiaccio. Me ne devo ricordare, la prossima volta che mi reincarno...
Il giorno -7 è ghiaccio. A cubetti. Spray. In gel. Anche inalato, se ci fosse (Pippato no, però...). Il piedino si è ribellato ai sandaletti estivi. E io non ho parole... Anzi sì, una: VAFFA. Potevi dirmelo prima che quelle ciabattine nere in vernice non ti piacevano. C'era bisogno che ti gonfiassi e facessi questo male del porco?
Il giorno -8 è estate. Un’estate che mangia asfalto e scioglie tacchi alla fermata dell’autobus. Un’estate che si muove sulle lingue dei divoratori seriali di ghiaccioli e gelati. E che fa lo sgambetto a me, come ha sempre fatto. Mi sventolo con una cartolina non spedita, affido i miei sogni a quelli del mio cane che sonnecchia sul pavimento freddo e faccio spallucce ogni 5 minuti. Il piedino ancora non ne vuole sapere e mi inchioda a ghiaccio e divano. Chissenefrega. MarioBros è in partenza per Toronto il 3 di luglio. Chissenefrega. Sono persa in un lavoro sul whisky da intenditori e io detesto il malto. Chissenefrega. Ho di nuovo la frangia lunga. Chissenefrega. E allora COSA mi frega veramente, oggi? Seguo col dito una coccinella sulla finestra. Col suo corpicino schizzato di puntini casuali e le alette sul punto di aprirsi. Ecco cosa mi frega: il volo. E la casualità.
Il giorno -8 allora avrà questo senso per il futuro: “Niente più progetti, signori”. Da adesso si vola.
Sto organizzando una festa alcolica. Ho deciso che, in attesa di spalmare Plasmon sul viso e mangiare polpette ripiene di Botox, era l’unica cosa da fare. Tracannerò Cosmopolitan a profusione e Rhum in endovena. Non perché compio trent’anni... Ma perché c’è la possibilità che si presenti un fatto increscioso: Mario Bros e Nathan alla stessa festa...
Uomini, vi faccio a dadini. Non tutti, uno solo. Indovinate chi è...................
Ho le cascate del Niagara nel telefono. Manca che sgorghi acqua e siamo a posto. Non era accostando le conchiglie all’orecchio che si sentiva il mare? Ecco...a me basta chiamare Charlotte o chiunque altro per ascoltare Nettuno. E dire che mi ci divertivo anche a fingere di chiamare con il cordless dalla battigia. Finchè qualcuno mi ha detto: “Hai finito di parlare con me e far andare lo sciacquone?”. Very glamorous...
Nessun BDM in circolazione. Nessun pelosetto a più zampe sulle mie piante. Nessun apatico David Gnomo appeso alla cornetta. Nessun peletto sfuggito alla ceretta. E tante stronzatine rallegranti che dovrebbero spuntare come gioiose lentiggini estive sulle guance. Invece NO. Il mio umore di oggi è blu notte. Tendente al livido. Che sia perché ho appena litigato con la Telecom o con Mario Bros?!
(Qualche acido direbbe: “Che sia perché i trenta stanno per arrivare?! “. FOTTITI, stronzettino immaginario!!!! In realtà ho una dichiarazione choc: sono l’unica QUASI trentenne che non vede l’ora di COMPIERE. Tiè!)
Coriandoli di coincidenze fuori stagione. Che mascheranza sotto baffi e coppola.
Aridalli. L’arredamento intellettuale, se c’è, è pura fictio. E così giù ad Ikea-letteraria tutta la vita. A credere che lo zapping sia una visione post moderna del vecchio sfogliar di libri. Nossignori. Non è così. Pronta a baciare in fronte anche chi ha l’indice colante di bavetta, purchè dedito al giro-pagina. Perché non si vive di solo schermo. Ma i trentenni di oggi, aperitivi ye-ye o canna del venerdì, non lo vogliono capire. E rifuggono un libro manco fosse il demonio. Ora, fosse tutto scritto da Costanzo, capirei. Ma la Feltrinelli è sufficientemente varia...
Ci sono rumori che hanno necessariamente un colore. Lo vedi nel momento stesso in cui, come tanti piccoli spilli, ti bucano l’attenzione. Così un piatto che si rompe non può essere che grigio tubo. Il fruscio della coperta sul letto, bianco latte. Lo schiocco d’aria di una bottiglia di plastica, blu led. E la schiuma della vasca da bagno? Trasparente come il vuoto. Perché la realtà è che ogni rumore contiene esattamente l’idea del colore che manifesterebbe, se solo potesse...
Ma se uno ti parla sempre delle sue ex (e della spesa al GS) è necessariamente un brutto segno?!
Ehmn... Ehmn... Ehmn...
Che sapore ha l’ultimo primo bacio?
Inciampo, al buio, nell’intreccio di vestiti sul pavimento. E a tastoni raggiungo il bagno dove una spugna bagnata abbandonata sul pavimento mi ricorda del bagnetto notturno di ieri notte. Due attentati alla mia vita potrebbero già bastare, di domenica mattina. Ma il terzo non tarda ad arrivare: l’ombrello del post concerto mi tende una trappola scivolosa. E ci cado. Pausiniana vendetta... Per tutte le volte che ho parlato male di lei: sdolcinata, melensa e pastosa. Ebbene, ritiro. SanSiro ieri sera era un piccolo miracolo sotto vetro. Che ai primi accordi di “Io Canto” è imploso in flash e brividi bagnati. Con tanto di neve shakerata sul finale. Potere della musica. Qualunque essa sia...
Oggi tiro un po’ le somme. Come se fossero chewingum rosa sotto il porticato dell’oratorio. E con la speranza che i conti tornino e mi non esplodano sul naso, più appiccicosi di un ex...
La mia amica Charlotte è nel girone degli insoddisfatti. Dopo altri due o tre tentativi di ammogliaggio con scriteriati-dementi-BDM (vedi categoria Charlotte), si è barricata in casa con addosso delle Sloggi grigio topo e con il televisore perennemente sintonizzato sul canale anticoncezionale per antonomasia: FOXLIFE (vi siete accorti, no, di che programmi fa? “Reparto Maternità”, “Primo Figlio”, “SOS Tata”... E poi dite che non è vero). Prima che la situazione degeneri del tutto, è il caso di fare qualcosa. Ragion per cui ho indetto una sorta di Casting-Mentale per scandagliare uno ad uno i candidati più promettenti del mio archivio. Ed ho scelto lui: PATTI CHIARI.
Patti Chiari è un promettente e disoccupato giornalista. Di 36 anni anagrafici e 22 mentali. Sicuramente più dedito ai “solitari” che alle avventure millantate al Just Cavalli. E sufficientemente pirla. Proprio per questo, risulta più Charlotte-oriented di chiunque altro. Almeno non può deluderla: non dimostra dieci per svelarsi, poi, un due scarso. Lui è due e basta. E lo dà a vedere subito. E’ il caso che Charlotte scenda dal piedistallo... Eccola la mia MISSION del momento! Lui serve a lei quanto lei serve a lui. A breve, vedrò di fare le presentazioni.
David Gnomo è a Puffolandia. Cioè è fuori posto. Come sempre. Mi chiama una settimana sì e dieci giorni no perché, per lui, il corteggiamento è matematica. E bisogna farsi desiderare. Me lo ha spiegato in un assolato pomeriggio di dieci giorni fa, davanti all’immancabile aperitivo alternativo. E siccome domani è l’undicesimo giorno, ho già provveduto a programmare lo spegnimento automatico del cellulare. Speriamo solo che non mi citofoni...
Viro è alle prese con una tendinite all’addome. Quando me l’ha detto, le mie pupille si sono trasformate in punti di domanda. Poi ho visto i suoi cubetti addominali in foto (“narcisismo” è sinonimo di “calciatore”) e ho capito. Essere tartarughe ha il suo prezzo. Meglio un po’ di pancettina consolatrice...
Fa meno presa sulle donzelle usa e getta, ma garantisce amori a lunga conservazione.
E Ija?! Eheheheh...Ija è ancora alle prese col piedino rotto e poi aggiustato (e poi ancora rotto). E con i corteggiatori sbagliati, chiaro!!! Ma tant’è. Sapete cos’è? Sono una fedelissima teorica del “CREDITO”. Dopo aver accumulato mille punti sfiga, ho diritto ad un super-premio finale... Niente cifre a “n” zeri o a promesse di brillocchi. Questa volta crediamo solo ai fatti. E se Budda vuole, stanno arrivando...