giovedì, 26 aprile 2007 | in : charlotte, schegge di me

I bravi ragazzi li riconosci perché non sanno mai cosa dirti. Ti guardano ed esplode il silenzio. Abbassano lo sguardo e poi recitano la parte più collaudata di tutte, quella che nella loro vita ha funzionato di più. Il sipario si apre così sul timido imbranato, l’intellettuale solitario, il cornuto rigoglioso, il mancato anarco insurrezionalista e il musicista represso. Non si scappa. Il resto è un rimescolar di cannuccia nel cocktail e sbriciolar di tovagliolini in attesa di una frase ad effetto da lanciarmi lì a bomba, il prima possibile. Nove su dieci vorrei alzarmi e scappare, ma la tenerezza mi paralizza la lingua biforcuta e mi lega a quel tavolino così dolcemente apparecchiato di mille aspettative. Penso “Do ut des” e tracanno Cosmopolitan a profusione.

          E poi ci sono loro: i cattivi ragazzi. Che si sollevano il collo della camicia come pavoni dell’Himalaya. Ti fissano con l’occhio socchiuso e la bava alla bocca, mettendo bene in vista Blackbarry e chiavi del SUV. Citano con intensità emotiva Coccoluto manco fosse Camus e lodano le chiappe della Bellucci senza sapere che quelle che vedono al cinema sono della sua body-double, Leila Virzì. Io a quel punto conto pecorelle virtuali nell’attesa di un improvviso colpo di sonno e loro insistono per fare un salto a casa “a prendere i documenti della macchina, prima che mi arrestino”. Seee...manco fossi scema... Di lì in poi è il massacro. Ogni bastardaggine è ammessa pur di scrollarseli di dosso. Compresa la telefonata all’amico Gay che piomba a mezza serata facendo la finta scena (collaudatissima e da premio Oscar) del fidanzato cornuto. E giù a ridere. Mentre il doppiopirla se la dà a gambe. O finisce, cinque minuti dopo, tra quelle della biondina acqua-cheta vicina di tavolo.

Di qui la tesi del grande Filippo Facci: “l’uomo dei sogni non è nei locali. E’ a casa sua. Russicchia sul divano con in mano una Bud mezza vuota e la tv accesa”. Ecco perché sto per darmi a nuove professioni: la Citofonina, la Tipic-hina o la Postina. Salvo qualche parentesi happy houriana dove imbavaglio il cinismo con uno straccio di educazione e sviolino sorrisi. Per puro divertimento. O per raccogliere curricula per Charlotte. (Finchè VAFFA non ci separi).

ijado @ aprile 26, 2007 21:18 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
giovedì, 26 aprile 2007 | in : messaggi privati, charlotte, schegge di me

L’amore è una perla senza collana. Uno swing che puoi toccare. Parole di velluto. Bellezza senza forma. Coriandoli ad agosto. Un numero primo divisibile per uno o per se stesso. Che non si replica, ma cerca di riproporsi davanti a te infinite volte in un’oscillazione perpetua tra inganno e illusione. E’ la frase non detta. Il bacio non dato. Il profumo che quella sera non hai messo. E’ una pizza in un cartone in abiti da sera. E’ il brindisi con un vino immaginario. L’umido delle labbra. E la sensazione che tutto sarà per l’ultima volta. Ecco, Charlotte, cos’è l’amore.

ijado @ aprile 26, 2007 20:30 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, 26 aprile 2007 | in : charlotte

Il punto è che Charlotte non sa capire cosa è meglio per lei.

E mentre si illude di buttare l’amo, in realtà abbocca. Risultato? Telefonate lacrimose con l’”amica raccogli pezzetti”. Cioè io.

L’ultimo spezza-cuori-senior (i junior - dopo l’addestramento - almeno li dribbliamo...) è un senzaspinadorsale di anni 35 di professione modello-diggèi. Abbordaggio metropolitano linea gialla, lei che cinguetta e lui che, occhi verdi socchiusi, sibila tra un chewingum spezza fumo e l’altro. Un classico. Due caffè e un biscottino - sms a singhiozzo - un bacio platonico e sottofondo di musica unza unza per una sera. Quel profondo senso dei contenuti che avrebbe fatto scappare me a gambe levate e quel poco che ha incollato lei al display del telefono 24h a day. Mantra del “chiamami-chiamami” annesso, figuriamoci. Di lì in poi, il nulla. Sparito. Andato. Kaput. Una sera per sbriciolare una settimana...LA MIA. Consolatrice del cazzo...

Così ora, il telefono-amico di casa mia squilla che è un piacere. Charlotte si dispera dall’altro capo della cornetta e io, cordless in mano, esulto in stile finale di champions col silenziatore per la mancata liaison amoureuse tra la mia amica e il "coso". Chiaramente cucendomi alla voce profonda delusione e intonazione compassionevole...

E che cavolo, però. Va bene incidentarsi il cuore per un’insalata di amore e carta vetrata, ma sfracellarselo gratis per uno così assolutamente no. Decido che è il caso di dirlo a Charlotte. Coi dovuti modi, per carità. “Perché, tesoro, devi capire che quelli non fanno per te. A te serve uno che ti parli di arte e che ogni tanto ti scivoli su Baudelaire. Una panchina in un parco, grilli nelle orecchie, vino rosso e occhi negli occhi...capisci no?”.

SILENZIO.

PAUSA...

SOSPIRO..........

“Facciamo che quello te lo tieni tu e io mi prendo il figo che mi sbatte contro il muro”.

... 

Okay. Forse IO ho un problema.

 

 

ijado @ aprile 26, 2007 19:52 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, 26 aprile 2007 | in : fashion

11-novembre 1

ijado @ aprile 26, 2007 12:38 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
martedì, 24 aprile 2007 | in : meditazioni, schegge di me

"Certe volte ho davvero bisogno che qualcuno mi tenga stretto tra le braccia e che non dica nulla di sbagliato"...

(Quanto hai ragione, T&T...)

ijado @ aprile 24, 2007 21:26 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
HIC
martedì, 24 aprile 2007 | in : meditazioni, schegge di me

Se il singhiozzo avesse un senso, sarebbe una bolla d’aria in un’ampolla magica. Nascosta tra cuore e pensiero. Una vescichetta d’emotività che sale casuale, scoppia infinite volte e, dispettosa, si riforma giusto per il gusto di rompersi in un sussultino nervoso, in fondo alla gola. Di quelli che fanno girare tutti sull’autobus, che fanno divertire i bambini. O che fanno sollevare le orecchie al tuo cane. Eccolo lì, il bau-tamarro: sguardo appuntito e naso umido in pre-incazzatura. Mi fissa manco avessi assunto sembianze diaboliche. E, ad ogni HIC, salta in piedi rigido come stoccafisso e mi abbaia contro. Disturbo il suo sonno. CHIARO. Come le rotte aeree delle mosche quando incrociano la “no fly zone” della cuccia. E poi li chiamano solo “cani”...

ijado @ aprile 24, 2007 10:20 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
martedì, 24 aprile 2007 | in : letture, il senso delle cose
"Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
Credo nelle mie ossessioni, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.Credo nei prossimi cinque minuti. Credo nella storia dei miei piedi. Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione".
ijado @ aprile 24, 2007 09:41 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, 23 aprile 2007 | in : sfighe, vaffa, schegge di me

...e poi c’è il silenzio. SShhh... La scoperta più grossa degli ultimi mesi è in una bolla di perfezione. “C'è il silenzio del cielo prima del temporale, delle foreste prima che si levi il vento,del mare calmo della sera, di quelli che si amano, della nostra anima, poi c'è il silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato”. SShhh... Me ne devo ricordare quando la mia verve chiassosa e ludica si fa indisciplinata. SShhh... Stasera non serve. Pregusto il rumore della schiuma nelle orecchie. SShhh... E mi riempio il naso delle viole della vasca da bagno. Il resto è ovatta dolce a cui concedersi ad occhi socchiusi, dopo aver acceso mille candeline rilassanti...SShh...

Salvo scoprire che la vasca è piena di acqua... gelida. AoAoaO...

ijado @ aprile 23, 2007 21:46 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 23 aprile 2007 | in : oddio, schegge di me

 La cyclette sotto di me mangia km immaginari e mi riporta piano piano alla vita di tutti i giorni. L’I-pod tuona e mi riempie il retro degli occhi di visioni pseudo-oniriche. Il resto è un quadricipite che lavora e mille goccioline di sudore che scivolano sulla schiena. Che il caldo torrido sia in arrivo? Una zanzara che cena sul mio collo me lo conferma: ci siamo. Scaldate i condizionatori...

ijado @ aprile 23, 2007 21:21 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 23 aprile 2007 | in : oddio, vaffa, schegge di me, david gnomo

Il sale in zucca che manca ai corteggiatori della domenica lo verso direttamente nella bacinella blu. Acqua fresca e frizzantina e piedini in immersione per riprendersi dalle fatiche del weekend. Conosciuto tante persone e visto tante cose. Ma soprattutto sentito ME. Il che, nella pratica, succede tutte le volte in cui ti “distacchi” dalla progettualità per arrenderti al presente. E il presente è fatto di BDM, babbidiminchia. Microcefali e annoiati, aggiungerebbe qualcuno. ORA... Facciamo il punto. Negli ultimi giorni, la voglia di consumare i piedini nuovi in passi inutili è stata pari al desiderio di venire infilzati dai discorsi noiosi dei “fasso-tutto-mi” della milano da tirare (surrogato fagocitante della ex milano da bere). Così, dopo una scrematura delle uscite possibili, venerdì opto per un pacifico aperitivo con David Gnomo che, a detta di molti, sembrava meritevole di una second chance... Ebbene, ora ne abbiamo la conferma: è un BDM! Senza dire nulla, mi piomba a casa, mi citofona e non trovandomi se ne va senza dire nulla, mandando all’aria il quasi felice-hour... Che dire?! Non esistono più gli uomini psicoequilibristi di una volta. Li devono aver rinchiusi nel ripostiglio segreto di Lele Mora. Per questo opto per gli amici di sempre: una pizza randagia ti riporta sempre sulla retta via. Alla faccia dei designer di grido (David Gnomo) e dei SUV boys

ijado @ aprile 23, 2007 19:38 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 18 aprile 2007 | in : rinascita, schegge di me, reparto ortopedia

dance 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...monito dell'ortopedico: "Torna a ballare il prima possibile". Ecco. Lo dicevo io... Santo Monti. Santo subito. (ma saremo sicuri?! Sperèm).

ijado @ aprile 18, 2007 13:28 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
martedì, 17 aprile 2007 | in :

Capita, a volte, di leggere un libro a caso - ma non troppo- e di trovarci incastonate dentro gemme della tua vita. O qualcosa che luccica ugualmente, senza esserti mai appartenuto. E' quella poesia leggera che annusi fin dalla prima riga e che poi si mangia le tue notti e i tuoi momenti liberi, incollandoti gli occhi alle pagine. Come un miraggio che non vedi ancora, ma sai che tra poco si paleserà. Beh...è successo. Il libro in questione è di uno di noi. Un quasi blogger, in realtà, che è capitato da me per qualche strana coincidenza. Il suo "L'ULTIMO DISCO DEI CURE" è un omaggio a tutti noi trentenni e racchiude (forse) anche la nostra storia. Da leggere tutto d'un fiato e poi da distillare e lasciar penetrare sottopelle. MASSIMILIANO NUZZOLO, l'autore. SIRONI editore. (Perdersi, a volte, vuol dire trovarsi)

ijado @ aprile 17, 2007 22:07 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 17 aprile 2007 | in : oddio, reparto ortopedia

Il vero problema è recuperare l’equilibrio. Lo testo giusto oggi, scoprendo le gioie circensi nella palestra della fisioterapia. Piedino in appoggio su una tavoletta basculante e bastone in mano, quasi dovessi fare la funambola. Eppure, per quei due nanosecondi prima della rovinosa caduta, le cose sembrano proprio funzionare. Snocciolo piani sullo step come la mia ex nonna i rosari e mi allungo a terra peggio di una mantide religiosa al sole. Tutto da copione. Ma mai abbassare la guardia... Non tanto perché dalla saletta dei massaggi provengono curiosi gridolini di una paziente (LEI, evidentemente, ha un massoterapista etero, CAVOLO), ma perché, dall’altra parte della sala, un signorotto snob in braghette blu si esercita sul tappeto elastico lanciandomi ampi sorrisi e occhiolini a frustate. Diobono, ma è uno scherzo?! Scannerizzo in un istante la briatoriana (clonata) figura, faccio 2+2 ed elaboro piano di fuga. Mi giro in un battito di ciglia in cerca del mio fido Picchio (il MIO fisioterapista, ndr), ma quello è là sulla porta che “piaciona” con un rugbista alla pressa. MERDA!  Così, in men che non si dica, smonto dalla pedana dei ballerini rotti e, testa bassa, grugnisco e batto la ritirata. Giusto in tempo per beccarmi l’ultra 60enne in una posa plastica che mi fa “ciao ballerina, già te ne vai?”. E io: “Ah Coso?! Ripigliate...”.

ijado @ aprile 17, 2007 21:34 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
martedì, 17 aprile 2007 | in : rinascita, schegge di me

stampella

...anche l'ultima stampella è stata definitivamente archiviata con cura nel Non Luogo (il ripostiglio fagocitante). D'ora in poi si fa sul serio!

ijado @ aprile 17, 2007 19:55 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 17 aprile 2007 | in : vaffa, dissocialize

Impugnare l’arco e colpire il proprio centro. Non necessariamente quello davanti a sé. Il bersaglio interiore è equilibrio, quello appeso al muro solo un inutile traguardo. I Giapponesi e lo Zen sono così. Ne prendo coscienza in una letturina casuale che mi fa capire tante cose. Un paese che promuove il lavoro al pari della cultura e della ricerca di sé è necessariamente molto lontano da qui, dove basta masticare marketighese per guadagnarsi pop-ammirazione. Dentro, il vuoto. Gli automi della business-generation sono così e ne vanno fieri. Convinti che il loro centro equivalga ad un titolo da incorniciare.

Arrivo all’ultima pagina del filosofik-libretto e gioisco. Ora so qual è il mio centro!!! Voglio scoccare, sì, la mia freccia. Ma prima scaglio due o tre dardi ai milanesotti “UE NANI- DOV’E’-IL-GIAMPI” che mi parcheggiano sotto casa. Via tutti...se no vi sfriso la macchina.

ijado @ aprile 17, 2007 19:47 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
sabato, 14 aprile 2007 | in : schegge di me, mr c

Se viaggiare è allontanarsi da tutti, è ora che io parta. Se però viaggiare è avvicinarsi a sé, forse è il caso che io stia ferma dove sono ora. Attimi di incertezza oggi e di tuoni silenziosi che auto-implodono senza preavviso. MrC davanti agli occhi e un castello di sabbia che si sgretola come sempre. Basta uno scambio di Cd sotto casa a riaprire squarci dell’anima cuciti con lo spago? Stringo patti con me stessa e serro il cuore. Voglia di partire a mille. Di fuggire senza codardia ma “di audace rinascita”.

Due settimane e mollo tutto e tutti per le foci del Po. Mi sembra già di vederlo, il grande fiume sornione. Col suo dolce incantesimo di riportarti sempre al tuo punto di ripristino migliore... “Muovo le onde e scivolo via”. Ecco fatto.

ijado @ aprile 14, 2007 19:44 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
venerdì, 13 aprile 2007 | in : criptatio
...sicuri che i matti sono quelli che lo danno a vedere? Seguo col dito una crepa sul muro e intanto ci penso. Non è che il matto non eri tu?! (alberto PI, good luck). Gente, oggi son criptica...
ijado @ aprile 13, 2007 18:07 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 11 aprile 2007 | in : fashion

Tanto per non perdere il vizio, oggi, metto in fila pensieri e... scarpe. Li dispongo con ordine nella testa e sul pavimento della mia camera. E poi passo alle coccole. Ci vuole, ogni tanto, una passatina di affetto e lucido. Perché le scarpe e i pensieri più profondi, hanno bisogno di essere periodicamente vezzeggiati. Il che, in realtà, corrisponde a una mezza bugia perché, in questi mesi, di riflessioni profonde ne abbiamo fatte fin troppe. Motivo per cui, per festeggiare il passaggio ai TRENTA -29 giugno prossimo- ci siamo regalate questo pensatoio blogghistico. Di qui mi sento meno colpevole - se non assolutamente autorizzata- ad abbandonare i neuroni più vivaci e dedicarmi solo ed esclusivamente al vezzo femminile n°1: le scarpine. Comprarle è goduria immensa, lucidarle è soddisfazione.

A vederle tutte lì distese a terra, fa quasi impressione. Quattro file colorate di ogni forma e tessuto mi fanno l’occhiolino e mi stringono lo stomaco. Quanti trigliardi posso aver speso in fashion falcate?! Almeno quanto ho sperperato in make up e borse. Essere al verde, a questo punto, sarebbe poca cosa. Ed ecco perché qualcuno ha inventato il detto “l’erba del vicino è sempre più verde”... Come dire...”Quando hai finito la tua, non c’è limite al peggio”. Mi fermo giusto in tempo per capire che le spazzolate e i sensi di colpa si fanno troppo energici. Ma tant’è. Il guaio è fatto. Espiare la colpa dovendo rinunciare ad indossare tutte le decolleté col tacco (causa piedino convalescente), a sto punto, è sufficiente. O no?! Nel frattempo diventerò barefooter. E metterò in vendita la IJA COLLECTION. Altro che Manolo Blahnik.

ijado @ aprile 11, 2007 12:14 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 09 aprile 2007 | in : messaggi privati

Affondo il cucchiaino di plastica nel pistacchio e nei sensi di colpa. E, nel mezzo, realizzo: ci vuole un attimo ad affezionarsi alle persone. Anche a quelle che non si conoscono. Hey, Mr T&T, obbligo di replica. E inchini...

ijado @ aprile 09, 2007 21:00 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 08 aprile 2007 | in : oddio, schegge di me, david gnomo

David Gnomo è stato a ripetizione. Ne sono praticamente certa. Da imbranato corteggiatore della domenica, si è trasformato in attento telefonatore virtuoso. Che non sbaglia una parola nè un'intonazione e che, quando meno te l'aspetti, la butta lì: "Ieri sono andato alle terme con una mia amica. Quando guarisci del tutto, ci porto anche te". Piano. PIANISSIMO. Ho capito giusto?! David Gnomo seduttore? Acciderba, questa suona proprio stonata. No, no. Ci giurerei... A lezione deve essere arrivato al capitolo "Non ce l'hai solo tu nell'universo". Questa è tattica. Hai capito il piccolo David Gnomo?!!! Tzè...

ijado @ aprile 08, 2007 19:43 | commenti (3)(popup) | commenti (3)